(il sole di Vergina, sigillo reale di Alessandro 'Megalos' e banidera della regione greca di Makedonia)
ok, mi apro una amstel da 33cl (trovata nel box da 8 con in omaggio un accessorio da barbecue) e provo a riassumere un po' di cose. de usi e costumi greci. iniziamo a differenziare. qui a saloniki non è che siano greci nel modo in cui lo sono ad atene. qui sono greci da molto meno. saloniki nella sua storia e nell'identità della gente è due cose: impero bizantino e la macedonia di alessandro magno. pensate che lo stemma della chiesa ortodossa greca è la stessa aquila bifauce rappresentata nella bandiera dell'impero bizantino. e pensate che la chiesa ortodossa greca fa riferimento al patriarca di costantinopoli. tenete bene in mente infatti che qui 'istanbul' è un nome che non esiste: istanbul è konstantinoupoli, o semplicemente 'h poli', "la città".
prima di arrivare qui pensavo che greci e turchi fossero come kentuky e polli, e invece, almeno a saloniki, il turco è visto come cugino bonaccione vecchio compagnone di bevute, e non come figliodipputtanaexinvasoredimmerda. ok, cipro è un'altra storia e ad atene magari l'idea è diversa, ma qui è così. saloniki è stata praticamente sempre città ottomana, fino a poco fa (poco per i tempi della storia). e infatti di turco/bizantino ha tutto: dalle rovine romane dell'imperatore galerio, la via romana egnatia, le ex moschee di agia sofia, il quartiere di neapoli tipicamente turco, la torre bianca del sultano e molto altro. il cibo per esempio: sono più le specialità turche che non quelle propriamente greche. e del turco hanno l'ossessione del caffè e la voracità dello sfumazzare. il "frappè" qui è una istituzione. e anche io ne sono diventato facilmente dipendente. lo chiamano
"frappè" e rimarcano sempre 'invenzione greca' più o meno come un italiano all'estero si bulla per la ferrari, la moda e la pizza. il greco è nazionalista, c'è un cazzo da fare. come nel film 'il mio grosso grasso matrimonio greco'. tutto deriva dal mondo classico. per ogni parola trovano una origine greca. anche a buona ragione, c'è da ammettere. e lunedì inizio il corso di greco, perchè sembra davvero affascinante. specie nell'etimologia delle parole. ma è un discorso lungo.
dove ero rimasto? ah sì, i turchi. passiamo alla macedonia. il grande eroe e signore incontrastato di saloniki è alessandro magno. campeggia in statua equestre ed è il grande vanto della città. benchè qui vicino, a pella, sia solo nato, prima di andare in medioriente e asia a fare macelli.il salonicchese per questo odia a morte skopje e tutto ciò che è 'fyrom' (se non sapete cos'è, cercatelo, è troppo lunga la storia). i 'finti macedoni' per loro sono degli usurpatori del cazzo e a confronto un italiano il francese lo ama alla follia.
il classico vecchietto di saloniki passa dunque le giornate in caffetteria, bevendo un frappè in tre ore e un quarto di media (perchè "cazzo se è forte, se ne bevo un altro dopo sto male".. e lì arrivo io e me ne bevo due in dieci minuti "forte? ma dove? another frapè metrio magala parakalo'!"), fumando da uno a due pacchetti di paglie in mezz'ora, e giocando sistematicamente con il rosario di palline che ogni vecchietto ma anche giovinastro di saloniki porta sempre in mano. quando il salonicchese incrocia per sbaglio una chiesa parte automaticamente il triplice segno della croce. anche tra i giovani. anche tra le tipette che al sabato sera vanno in disco con la mini altezza ombelico. oddio, "disco", non proprio: il greco predilige lounge-bar dove la musica è a volumi assurdi, una birra pisciosa viene 6 euro e NESSUNO balla. esso rimane così, a bere, fumare e urlare parole in greco al vicino di sedia. MAH.
altro mini-saggio sarebbe da fare sulle auto. il greco guida peggio di una bestia. egli è forgiato da anni e anni di traffico allucinante e tolleranza zero. il concetto di parcheggio per il greco è una entità astratta: esso tende ad occupare qualsivoglia zona priva di materia con il proprio mezzo. ne nascono serpentoni pazzeschi di ogni posizione colore e dimensione, ergo percui il povero pedone (io), ogni venti metri si sente in dovere di lanciare una madonna e affidarsi alle proprie doti di ballerino di limbo per proseguire il proprio percorso sull'ipotetico marciapiede..
per questo e mille altri motivi che ora non sto qui a scrivere vi potete facilmente immaginare come io mi sia sentito la prima settimana qui. la sensazione era più o meno "maddovecccccazzo sono capitato?!?!"
un altro elemento aggiunto all'esperienza che sto facendo è proprio questo: saloniki con la classica città europea d'occidente non c'entra una mazza. se quel famoso incendio del 1917 non l'avesse rasa al suolo e al posto dei palazzi ottomani non avessero ricostruito edifici bianchi dal dubbio fascino (fanno abbastanza cagare..atene è tutta così, in versione maggiorata..) sarebbe stata veramente una città di un altro mondo. e che spettacolo che doveva essere.
molto bene, l'amstel è finita e domani guarda caso c'è l'ufficio. kalinichta!